Fast Food

“Fast food”, cibo veloce letteralmente, avete presente? Si tratta di quelle mega rosticcerie comparse nelle nostre città intorno agli anni ottanta, che sembrano un incrocio tra il ponte di comando dell’Enterprise di Star Trek e una mensa aziendale, c’è anche il teletrasporto… il teletrasporto io o teletrasporti te le cose che hai preso?

Dove, invece dei camerieri, trovi un esercito di ottomani, nel senso che sembrano avere otto mani – neanche fossero la Dea Kalì -, tanto sono stressati a stare appresso al congegno infernale che sforna in continuazione hamburger, cheesburger, patatine fritte, come in una catena di montaggio della Fiat.

Quando arriva il suo turno, al cliente, anziché prendergli l’ordinazione, gli passano direttamente il lettore del codice a barra sulla lingua, così si risparmia tempo.

Si trovano dappertutto e dappertutto sono uguali, come il sapore del cibo che vendono. In America, Giappone o Italia, la sola cosa che cambia è il fuso orario o il formaggio fuso.

Chissà perché, esercitano un fascino irresistibile sui Black Block e sui bambini. I Black Block ci festeggiano in “modo informale” le riunioni del G8, e la sola cosa che consumano sono le vetrine.
I bambini, recintati come pecore nelle apposite aree riservate, festeggiano i loro compleanni. Ad ogni modo, la vera attrattiva per i piccoli, sono i menu speciali che hanno come omaggio i personaggi dell’ultimo cartone animato uscito al cinema.

Al marmocchio di mangiare non gliene può fregare di meno, ma provate a convincerlo che Shrek non ha nulla a che fare con il suo pranzo, quello diventa più verde del pupazzetto. In più, abbottato di bibite gassate, comincia ad urlare come un ossesso e prima di esaurire tutta la scorta di gas accumulati, pur di non sentirlo, la mamma li silenzia con tutto il sacchetto del primo menu speciale a portata di mano.

Normalmente il tempo medio di un pasto equivale a quello di un pit stop di formula uno: ordine, pagamento, resto e consumazione: 12 secondi netti! Al di sopra di questo tempo si va ai box, cioè un incontro di box tra il cliente e chi serve al banco.

 

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